Per S&P bene le aste italiane. Sul Pniec arrivano le posizioni di Elettricità Futura ed Energia Libera

Per S&P bene le aste italiane. Sul Pniec arrivano le posizioni di Elettricità Futura ed Energia Libera

Per S&P bene le aste italiane. Sul Pniec arrivano le posizioni di Elettricità Futura ed Energia Libera

Secondo l’agenzia di rating il rischio prezzi è mitigato “dalla continua e forte dipendenza dall’energia prodotta dal gas”. Per Energia Libera “fondamentale il ruolo degli impianti a ciclo combinato a gas

Le aste italiane per eolico e solare a partire da quest’anno dovrebbero aumentare la capacità rinnovabile nei prossimi anni di circa 7 Gigawatt, che però non sono sufficienti al paese per raggiungere l’obiettivo che l’Italia si è data di arrivare a quota 37,3 GW addizionali entro il 2030. Tuttavia, per la prima volta nel nostro paese, “le aste assumeranno la forma di contratto per differenza (CFD) e solare fotovoltaico ed eolico si contenderanno lo stesso incentivo”. È il giudizio di SP Global Ratings messo nero su bianco nel rapporto “The Italian Renewable Power Market: Up For Auction”.

I CONTRATTI PER DIFFERENZA ISOLERANNO DAI RISCHI DI FLUTTUAZIONE DEI PREZZI DELL’ENERGIA ALL’INGROSSO

“Gli incentivi sotto forma di contratti per differenza (CFD) isoleranno i nuovi impianti eolici e solari fotovoltaici dal rischio mercantile” vale a dire “dal rischio di fluttuazione dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica. In questo modo, i CFD supportano la prevedibilità dei flussi di cassa dei progetti e dei rapporti di copertura del debito”, ha dichiarato Stefania Belisario, analista di SP Global Ratings nel report.

PREZZO ASTE VICINO AL PREZZO DI MERCATO

Secondo SP “il prezzo di riferimento per l’asta (70€/MWh) è più vicino al prezzo di mercato rispetto ai precedenti sistemi di incentivazione” e ciò “riduce il rischio di cambiamenti retroattivi come la riduzione dell’8% della tariffa di riacquisto avvenuto nel 2014 per ridurre la pressione fiscale sui consumatori finali. I contratti di acquisto a lungo termine – sottolinea infatti l’agenzia di rating – possono offrire un’alternativa alle sovvenzioni pubbliche per sostenere gli investimenti nelle energie rinnovabili, ma in Europa non si è ancora sviluppato un mercato per questo genere di prodotti”.

RISCHI DI PREZZO MITIGATI DALLA CONTINUA E FORTE DIPENDENZA DALL’ENERGIA PRODOTTA DAL GAS

In ogni caso “con la trasformazione del mix energetico italiano, con l’aumento delle rinnovabili e la progressiva eliminazione del carbone, l’intero mercato elettrico risentirà degli effetti. L’aumento delle rinnovabili nel mix può incidere sui prezzi medi di mercato e aumentare la variabilità infragiornaliera fino al 2030, con il rischio di prezzo mitigato, tuttavia, dalla continua e forte dipendenza dall’energia prodotta dal gas”, evidenzia l’analisi di SP dalla quale emerge, precisa Massimo Schiavo “che le utility con una vasta base di clienti potrebbero aumentare la loro esposizione commerciale, data la loro integrazione verticale e a seconda del loro mix di generazione”.

CHIUSE LE CONSULTAZIONI SUL PNIEC

Intanto domenica si sono chiuse ufficialmente la consultazione sul Pniec, il Piano energia clima italiano che annovera tra le sue finalità proprio un maggior ricorso alle rinnovabili e al gas per produrre energia elettrica, oltre allo stop alle centrali a carbone. E sono arrivate in queste ultime ore, le posizioni ufficiali di Elettricità Futura, associazione che raccoglie le imprese elettriche italiane, e di Energia Libera ascoltata in commissione Attività produttive alla Camera in un’audizione riguardante le prospettive di attuazione e di adeguamento della Sen al Pniec per il 2030.

ELETTRICITÀ FUTURA: ECCO LE PROPOSTE PER L’AUTOCONSUMO

Elettricità Futura si è concentrata, innanzitutto, sulle mosse necessarie per sostenere la diffusione dell’autoconsumo e le comunità di energia rinnovabile, anche con sistemi di accumulo distribuito. Per l’associazione “è necessario semplificare l’attuale quadro regolatorio, adottando una definizione univoca di autoconsumo” “promuovendo la realizzazione di sistemi alimentati da impianti FER e/o CAR caratterizzati da elevati standard di qualità/sicurezza del servizio e della rete privata, se ne risulta necessaria e conveniente la realizzazione”. In questo senso, l’associazione propone l’adozione “di misure volte a snellire/uniformare i processi autorizzativi a favore degli impianti e delle relative opere di connessione, e la semplificazione degli attuali adempimenti fiscali” regolamentando anche “lo scambio virtuale” per “consentire la scelta dell’opzione più rispondente alle specifiche esigenze energetiche locali”. Le misure di supporto potranno poi “continuare ad essere di tipo implicito nel breve periodo” mentre nel lungo periodo “occorrerà valutare l’adozione di misure esplicite, controllabili e trasparenti, in grado di sostenere configurazioni di autoconsumo efficienti, flessibili e sostenibili, nel rispetto dei principi di ‘cost reflectivity’ e di efficienza di sistema, confermati a livello europeo”. Infine, “sarà opportuno regolamentare in via sperimentale ed evitando un’inefficiente duplicazione della rete, la realizzazione di nuovi sistemi in autoconsumo anche nella configurazione ‘uno a molti’ (compresi gli SDC) e di nuove comunità energetiche locali”.

DETRAZIONI FISCALI STABILI PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

Non solo. Secondo Elettricità Futura, “nell’ottica di sostegno agli impianti di piccole/medie dimensioni in autoconsumo FER/CAR, si ritiene opportuno adottare programmi di sensibilizzazione, snellire/uniformare i relativi procedimenti autorizzativi, stabilizzare il meccanismo delle detrazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio”, osserva l’associazione, che ritiene utile anche prevedere “un sostegno per lo sviluppo di prodotti e servizi digitali e di automazione che migliorino la programmabilità della produzione e permettano la fornitura di servizi di rete (es. storage) da parte delle FER intermittenti negli edifici, e di sistemi intelligenti per la gestione e il monitoraggio del consumo di energia degli stessi”.

INTRODURRE MISURE PER IL REWAMPING E IL REPOWERING

Infine, per quanto riguarda le proposte concrete e non onerose per i consumatori per salvaguardare il parco installato di impianti distribuiti, Elettricità Futura ritiene necessario “introdurre specifiche misure a favore degli interventi di repowering e di revamping, in un’ottica di valorizzazione dei siti già oggetto di investimenti in passato e di minimizzazione di consumo di suolo connessa alla generazione elettrica da FER. Si auspica in tal senso l’introduzione di procedure autorizzative semplificate”.

ENERGIA LIBERA: RAFFORZARE L’UNBUNDLING ED EVITARE FORNITURA FLESSIBILITÀ

Più focalizzato sul mercato elettrico, invece, l’intervento di Energia libera in commissione alla Camera. Secondo quanto si legge nelle memorie depositate a Montecitorio, l’associazione, in linea con le nuove normative europee sull’evoluzione del mercato elettrico che dovranno essere recepite, ritiene necessario garantire “un rafforzamento dei vincoli di unbundling per le società di trasporto e distribuzione dell’energia elettrica, per evitare che possano sfruttare la loro posizione ed il loro ruolo (gestori della rete e responsabili del bilanciamento e della misura) per fornire essi stessi (o tramite società collegate) servizi di flessibilità che possono invece essere forniti in modo competitivo ed efficiente dagli operatori di mercato e dai clienti stessi”. Al tempo stesso, avverte però Energia Libera, occorre definire “un quadro normativo favorevole agli investimenti in fonti rinnovabili, incluso un riordino delle regole relative agli assetti di autoconsumo dell’energia elettrica, oggi molto complesse e che non consentono lo sviluppo di alcune soluzioni decentralizzate, quali le configurazioni uno-a-molti e quindi le energy communities”.

FONDAMENTALE IL RUOLO DEGLI IMPIANTI A CICLO COMBINATO A GAS

L’associazione chiede, infine, più funzioni di back up per disporre di capacità più flessibile in presenza di rinnovabili intermittenti: “Il mercato elettrico all’ingrosso deve essere in grado di garantire la capacità necessaria a soddisfare l’adeguatezza e la flessibilità del sistema elettrico. È quindi fondamentale il ruolo degli impianti a ciclo combinato a gas (Ccgt) per la copertura del fabbisogno elettrico e per l’erogazione di servizi di flessibilità che andranno adeguatamente remunerati. Le ore di funzionamento dei Ccgt andranno progressivamente riducendosi, dovendo fornire servizi di backup e flessibilità complementari alla crescente produzione da fonti rinnovabili: è indispensabile che il quadro normativo e regolatorio disegnato per accompagnare la transizione ne tenga conto. In tal senso, auspichiamo l’introduzione di tariffe di trasporto del gas naturale più aderenti all’effettivo funzionamento dell’impianto”.